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colonne Medinet MadiÈ diventato il primo Parco archeologico e naturalistico dell’Egitto, collegato da una pista nel deserto a Wadi Ryan, il arco naturale in cui si estende la famosa valle delle balene fossili. Dopo lunghi anni di scavi e indagini, vive una nuova Medinet Madi, il sito nella regione del Fayoum in concessione archeologica all’Università di Pisa dal 1978, in cui lo scorso 8 maggio è stato inaugurato un modernissimo Visitor Centre.

I risultati del progetto - che vede la collaborazione tra la Cooperazione Italiana, il Consiglio Supremo delle Antichità d’Egitto (SCA) e l’Ateneo pisano - sono stati illustrati il 7 giugno al rettorato dell’Università di Pisa. Dopo i saluti del prorettore vicario Nicoletta De Francesco, sono intervenuti Edda Bresciani e Antonio Giammarusti, rispettivamente direttore scientifico e direttore tecnico del progetto ISSEMM (Institutional Support to Supreme Council of Antiquities for Environmental Monitoring and Management) realizzato nell’ambito del Programma di Cooperazione Ambientale Italo-Egiziana (EIECP).

Medinet Madi, di recente più volte definita “la Luxor del Fayoum”, conserva l’unico tempio del Medio Regno fornito di testi geroglifici e di scene scolpite presente in Egitto, e altri monumenti del periodo tolemaico, romano e copto: questa “città del passato”, come suona il nome arabo di Medinet Madi, si presenta con i suoi tre templi, la cappellina di Isis, i suoi dromoi, i leoni e le sfingi, la straordinaria piazza porticata, tutti consolidati a conclusione di lavori di restauro metodologicamente perfetti. L’area è collegata attraverso una pista panoramica di 28 km nel deserto con l’area protetta di Wadi el Rayan.

Molto curioso è in particolare il tempio tolemaico, caratterizzato da una struttura a volta utilizzata per l’incubazione di uova di coccodrillo. Secondo Edda Bresciani, nella struttura fondamentalmente si allevavano coccodrilli sacri. Il suo team ha scoperto più di trenta uova in vari stati di evoluzione in una buca coperta da uno strato di sabbia. Nella stanza adiacente c’era invece una vasca di pietra perfettamente conservata.Visitor Centre

“Questo ha portato a ipotizzare per l’edificio la funzione di nursery per coccodrilli sacri, che, usciti dalle uova, potevano essere messi nella vasca, probabilmente per un breve periodo, prima che gli animali venissero sacrificati e mummificati, e venduti ai devoti di Sobek in visita al tempio e alla necropoli dei coccodrilli”, ha scritto Edda Bresciani nella relazione di scavo.

Il Progetto ISSEMM è stato finanziato interamente dal Ministero italiano per gli Affari Esteri, direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, destinato a dare un supporto tecnico e scientifico per il monitoraggio e la gestione dei siti archeologici egiziani.

Lisa CaturegliÈ stata una giovane laureata pisana ad aggiudicarsi il premio “Stefano Capitanio” assegnato lo scorso 28 maggio alla miglior tesi di laurea specialistica in Agraria dall’Anve, l’Assocazione nazionale vivaisti esportatori. Lisa Caturegli, nata a Pisa nel 1986, si è laureata lo scorso ottobre in “Pianificazione e progettazione delle aree verdi e del paesaggio” con una tesi su “La propagazione vegetativa di gramigne da tappeto erboso con metodi innovativi”, discussa con il professor Marco Volterrani. Nel suo lavoro, la giovane studentessa ha dimostrato che l’uso della gramigna può costituire una soluzione efficace per la realizzazione di tappeti erbosi di qualità.

Il concorso, promosso per ricordare l’opera e il lavoro del vivaista Stefano Capitanio, premia ogni anno la migliore tesi di laurea in Agraria - triennale e specialistica - che riguarda gli aspetti botanici, agronomici, fitosanitari, paesaggistici, economici e legislativi connessi con la coltivazione delle piante ornamentali di tipo mediterraneo.

Il premio, che consisteva in 2.000 euro, è stato ritirato da Lisa Caturegli in occasione della III Giornata nazionale del vivaismo mediterraneo organizzata a Monopoli (BA) dai Vivai Capitanio.

Grazie a due prove sperimentali, Lisa Caturegli ha verificato i vantaggi che questa specie offre grazie alle sue capacità di adattamento a diverse latitudini italiane. La Cynodon dactylon var. dactylon, comunemente chiamata gramigna, è l’unica varietà in commercio che produce semi fertili e può essere insediata, oltre che con la propagazione vegetativa, mediante la semina. I risultati ottenuti rappresentano un’importante conoscenza di base che può essere utilizzata per migliorare le superfici a tappeto erboso in area mediterranea. La gramigna rappresenta una soluzione tecnica per molte tipologie di coperture erbose e sarebbe auspicabile, visti i risultati conseguiti, una sua ampia diffusione in Italia per la realizzazione di tappeti erbosi, anche in ambito sportivo.

Un'immagine della conferenza.L’Università di Pisa e l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario consolidano la collaborazione reciproca, programmando politiche comuni che mirano alla realizzazione di attività e all’erogazione di servizi a favore degli studenti pisani. Lo hanno fatto attraverso la firma, avvenuta in Rettorato martedì 31 maggio 2011, di una convenzione quadro che regolerà i rapporti tra le due istituzioni nel quadriennio 2011-2015. Alla firma sono intervenuti il prorettore vicario, Nicoletta De Francesco; il presidente del DSU Toscana, Marco Moretti; il prorettore per gli Studenti, Rosalba Tognetti; la coordinatrice del Servizio interventi monetari AOT Pisa-DSU Toscana, Paola Masoni; il dirigente dell’Area Servizi per la didattica, Mauro Bellandi; il dirigente per l'Informatica, la telecomunicazione e la fonia, Stefano Suin, e il responsabile dell’Ufficio studenti, Luigi Rivetti.

La convenzione è stata già approvata dai Consigli di amministrazione dell’Ateneo e del DSU, con l’auspicio di firmare convenzioni analoghe con le altre sedi toscane di Firenze e Siena. Essa disciplina le relazioni tra i due enti su diverse materie e, in particolare, si sofferma sui temi della semplificazione delle procedure amministrative comuni, della rete virtuale delle residenze studentesche, delle attività di orientamento e delle azioni a sostegno della mobilità e all’uso del mezzo pubblico.

Di rilievo, riguardo al primo aspetto, vi è l’impegno di Università e DSU a semplificare le procedure e a ridurre le incombenze amministrative degli studenti, consolidando la pluriennale esperienza pregressa, attraverso un più efficace coordinamento per quanto riguarda l’incasso, il controllo e la rendicontazione delle tasse, la presentazione delle richieste di benefici, lo scambio di dati e la gestione di “CartaPiù”. Inrelazione al secondo punto, l’Università di Pisa ha realizzato una rete virtuale specifica del DSU, per consentire l’accesso a internet agli studenti alloggiati nelle residenze studentesche, e ne gestisce i relativi servizi di rete, in modo da mettere in condizione il DSU di progettare servizi autonomi di fonia e di rete. Il terzo aspetto prevede che Ateneo e DSU collaborino alla gestione delle attività di orientamento per i potenziali studenti, per gli studenti iscritti e per i laureati in relazione all’ingresso nel mondo del lavoro. Un ultimo capitolo riguarda l’adozione, in sinergia con gli enti locali e le società di gestione del trasporto pubblico locale, di politiche di sostegno alla mobilità e di promozione dell’utilizzo dei mezzi pubblici da parte del personale universitario e degli studenti. In questo caso, l’obiettivo è anche quello di sviluppare un’azione coordinata di sensibilizzazione verso la Regione, per fare in modo che il nuovo programma regionale per il trasporto pubblico comprenda le facilitazioni a favore degli studenti delle tre sedi universitarie toscane.

museo di storia naturaleSerata eccezionale dal risultato senza precedenti quella di sabato 14 maggio al Museo di Storia naturale dell’Università di Pisa. Oltre 1100 persone fra adulti e bambini si sono date appuntamento alla Certosa di Calci, partecipando alle molte attività in programma. Protagonisti della serata sono stati i dinosauri, i cui segreti e curiosità sono stati oggetto di esperienze pratiche, giochi per i più piccoli e visite guidate con particolare attenzione all’esposizione sugli scavi che il Museo sta realizzando in Patagonia e a quella sui dinosauri dei Monti Pisani. Qui è stata sperimentata anche la nuova tecnologia dei codici “data-matrix” che permette l’accesso personalizzato alle informazioni sui reperti esposti tramite cellulari e smartphone.

Oltre ai dinosauri, i visitatori hanno potuto ammirare anche tutte le altre sale, dove esperti dei vari settori erano a loro disposizione per spiegazioni e approfondimenti. Negli acquari, parte “viva” del Museo, sono stati presentati spettacolari pesci d’acqua dolce di tutto il mondo. Nel settore di Vulcanologia si è parlato dei vulcani attivi in Italia, mostrando i diversi tipi di rocce e simulando “vere” eruzioni con un vulcano in miniatura. Nell’aula di Protistologia, i protisti - particolari microrganismi unicellulari -sono stati spiegati con proiezioni, modelli tridimensionali e attraverso la loro osservazione diretta al microscopio.

Il direttore del Museo, Walter Landini, desidera ringraziare la delegata del direttore amministrativo per il Museo, Sabrina Balestri, e il personale delle sezioni di Paleontologia e dei servizi educativi che hanno contribuito al successo della serata: Chiara Sorbini, Angela Dini, Livia Chiappini, Silvia Sorbi, Patrizia Scaglia, Ivan Norscia, Simone Farina, Alessandra Bardi, Morgana Vighi, Martina Calamusa. Ringrazia inoltre Patrizia Landi, Ilaria Isola, Paola Dal Carlo, Marina Bisson dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sezione di Pisa; il professor Graziano di Giuseppe della Società italiana di Protistologia Onlus con il dottor Franco Cantarano e il Museo Civico di Rovereto. Un particolare ringraziamento va a Inna Razumova della Cooperativa Colser.

anfibioIl Museo di Storia naturale e del territorio dell’Università di Pisa si arricchisce di una nuova sala - dedicata agli anfibi e ai rettili – inaugurata ieri in occasione di un convegno dedicato alla “Ricerca scientifica in museo. Una giornata per discutere, capire, comunicare”, ospitato alla Certosa di Calci.

La giornata di studi, aperta dai saluti del sindaco di Calci, Bruno Possenti, e da un’introduzione del direttore del museo, Walter Landini, ha visto il susseguirsi degli interventi da parte dei ricercatori delle varie discipline che afferiscono al museo che hanno illustrato lo stato attuale delle ricerche in corso.

Nella mattinata Massimo D’Orazio ha parlato del “Cratere da impatto meteoritico Kamil: tracce di una piccola catastrofe nel Sahara egiziano”. Ha poi preso la parola Simone Farina affrontando il tema “Marmotte, iene, orsi, rinoceronti ed elefanti: gli antichi abitanti dei monti pisani”.

Tra gli altri argomenti affrontati “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”, introdotto da Marco Dellacasa; “Tartarughe marine e correnti oceaniche”, presentato da Paolo Luschi; “Gioco da primati: aspetti comunicativi, sociali e cognitivi di uno dei comportamenti più enigmatici in campo biologico” illustrato da Elisabetta Palagi; “Tra paleontologia e storia: nuovi risultati dello studio delle deposizioni funebri dei medici” di Gino Fornaciari.

Nel pomeriggio è stato presentato “Madagascar, missione berently. Qualche ingrediente per far ricerca”, video curato da Daniela Antonacci. Sempre nella sessione pomeridiana si sono tenuti gli interventi di Walter Landini e Chiara Sorbini, “I tirannosauri della valle di El Cuy”, Roberto Barbuti, “Modelli matematici e computazionali per spiegare aspetti dell’evoluzione biologica”, Marco A. L. Zuffi, “Come bilanciare una dieta: il caso dei serpenti”, e Ivan Norscia “Tolleranti o despotici? Gerarchie e rapporti di dominanza nei lemuri del Madagascar”.

Il Rettore con il presidente della Mitsubishi ElectricÈ stato inaugurato giovedì 19 maggio 2011 il nuovo impianto fotovoltaico situato nell’area del CUS Pisa di via Federico Chiarugi, che la Mitsubishi Electric ha donato all’Università di Pisa e che è stato realizzato con la collaborazione della ditta Flyby e della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato. Al taglio del nastro sono intervenuti il rettore Massimo Augello, il vice sindaco Paolo Ghezzi, il presidente della Provincia, Andrea Pieroni, il presidente del CUS Pisa, Denny Innamorati, il division manager Mitsubishi Electric Fotovoltaico-Filiale italiana, Gualtiero Seva, il general manager della Flyby srl, Emilio Simeone. Erano inoltre presenti l’assessore comunale alle Politiche socio-educative e scolastiche, Marilù Chiofalo, il prorettore per l’Edilizia, Sandro Paci, il direttore amministrativo dell’Ateneo, Riccardo Grasso, e l’energy manager dell’Ateneo, Antonio Viti.

Il nuovo impianto fa parte di una collaborazione più ampia tra Università di Pisa e Mitsubishi Electric e segue la realizzazione dell’impianto fotovoltaico da 5 kWp, con struttura fissa, installato nel 2008 sul tetto del dipartimento di Ingegneria Aerospaziale. Complessivamente, il progetto prevede la realizzazione di altri impianti fotovoltaici di diversa tipologia – pannelli monocristallini, policristallini, amorfi, fissi o a inseguimento – per poter monitorare e analizzare i dati di produzione di energia elettrica nel corso di alcuni anni, ricavando preziose informazioni sulla produttività delle diverse tipologie di pannelli nella nostra area geografica. Gli obiettivi sono quelli di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente grazie all’impiego di energia solare, di diffondere la cultura delle fonti rinnovabili e di contribuire quindi allo sviluppo di una società più sostenibile.

Mitsubishi Electric è da sempre attenta a promuovere azioni e progetti a sostegno dell’ambiente, primo fra tutti il programma di gestione ambientale a lungo termine Environmental Vision 2021, che mira a raggiungere entro il 2021, data in cui cade il centenario della fondazione dell’azienda, risultati significativi e specifici in questo ambito.

L’impianto inaugurato nella sede del CUS è costituito da due inseguitori biassiali, che garantiscono l’ottimizzazione dell’orientamento della superficie dei pannelli rispetto alla direzione solare. Questa tipologia di impianto ha una produzione elettrica superiore di circa il 30% rispetto a una tipologia ad angoli fissi. Sui due inseguitori sono stati installati 16 moduli fotovoltaici in silicio policristallino da 185 Wp, con una potenza nominale complessiva di 2,96 kWp. La superficie occupata è di 7x20 metri, compresa la distanza di circa 12 metri tra gli inseguitori prevista per evitare che si abbiano ombre tra le due installazioni nell’arco della giornata.

La struttura di via Chiarugi ha già permesso di evitare l’immissione di circa 3400 kg di CO2 nell’atmosfera: risparmiare una così grande quantità di anidride carbonica equivale all’aver piantato un bosco di oltre 5.000 mq. L’impianto fotovoltaico usufruisce dello scambio sul posto con la rete elettrica ENEL e, poiché si tratta di un sistema non integrato applicato su struttura pubblica, ha un contributo in conto energia di 0.41 euro/kWh prodotto. La producibilità annua è di circa 4600 kWh, che vengono tutti assorbiti dal CUS, con un risparmio annuo di circa 2.000 euro.

“Questo impianto – ha detto il rettore Massimo Augello – copre una piccola parte delle esigenze energetiche del CUS, ma la sua realizzazione in una struttura sportiva vuole essere un esempio dell’attenzione che l’Università di Pisa sta dedicando alle tematiche ambientali, per di più all’interno di un luogo frequentato ogni giorno dalle centinaia di studenti che al CUS svolgono la loro pratica sportiva. Per questo, voglio ringraziare la Mitsubishi Electric e gli altri partner che ne hanno permesso la realizzazione”.

alunni delle scuole“Siamo molto felici di essere di nuovo a Pisa a inaugurare un impianto che produce energia pulita - ha dichiarato Gualtiero Seva, division manager Mitsubishi Electric Fotovoltaico-Filiale italiana - La collaborazione tra noi e l’Università di Pisa, iniziata qualche anno fa con la donazione dell’impianto del dipartimento di Ingegneria Aerospaziale, continua con questa nuova realizzazione ed è destinata a sviluppare nuovi importanti progetti anche in futuro. Il nostro obiettivo, insieme all’Università, è quello di aiutare studenti e futuri energy manager a familiarizzare con le tecnologie fotovoltaiche”.

“Siamo onorati che l’Università abbia scelto il nostro centro per testare questa nuova tecnologia – ha concluso il presidente del CUS Pisa, Denny Innamorati - essa rispecchia lo spirito giovane, la mentalità innovativa, la voglia di sperimentazione, che vogliamo portare nel CUS in misura sempre maggiore; non a caso una delle mission del nuovo Consiglio, appena insediato, sarà proprio una nuova politica energetica che contribuisca all’abbattimento dei costi e delle emissioni nocive. Gli impianti sono frequentati non solo dall’enorme mole dei giovani universitari, ma anche dalle migliaia di bambini/e impegnati nei nostri progetti scolastici di avviamento allo sport: un perfetto connubio, dunque, tra sport, energia pulita, e giovani generazioni”.

logo dell'IPV6Il futuro di Internet è in una sigla, IPv6, il nuovo standard che rivoluzionerà il modo di gestire la rete e che permetterà di sviluppare servizi innovativi in modo praticamente infinito. Questo protocollo, già apparso nel 2004, sarà l’unico utilizzato a partire dal 2025, anno in cui andrà definitivamente in pensione il protocollo IPv4 oggi comunemente utilizzato. L’Università di Pisa, con ampio anticipo, ha adottato ufficialmente l’IPv6, entrando sin da oggi nella rete del futuro.

La caratteristica più evidente del nuovo protocollo è l’enorme disponibilità di indirizzi: se l’IPv4 offre 7 indirizzi ogni milione di metri quadrati di superficie terrestre, il l’IPv6 ne offre 666.000 miliardi di miliardi per ogni metro quadrato. Tale caratteristica ha un’importanza decisiva, considerando che l’entrata nel mondo di internet di India e Cina ha letteralmente prosciugato gli indirizzi IPv4 che finiranno definitivamente nel corso del 2011. A dimostrarlo anche la decisione di Microsoft di spendere ben 7 milioni e mezzo di dollari per acquistare 666mila indirizzi IPv4 dalla società canadese Nortel in via di fallimento.

L’Università di Pisa, pur avendo ancora un considerevole patrimonio di indirizzi IPv4, si è già preparata mettendosi al sicuro da possibili speculazioni del mercato, attivando sulla propria rete entrambi i protocolli IPv4 e IPv6 e garantendosi quindi un passaggio graduale e tecnologicamente oculato verso il nuovo standard. Inoltre il nuovo protocollo IPv6 ha altre caratteristiche importanti, come la gestione della qualità e della sicurezza della trasmissione dei dati e la semplificazione della configurazione e della gestione delle reti IP. In altre parole, lo standard IPv6 è un protocollo moderno, studiato specificatamente per le esigenze del futuro.

L’Ateneo di Pisa studia il nuovo standard IPv6 già da alcuni anni, e oggi è una delle primissime amministrazioni pubbliche in Italia ad adottarlo in modo concreto. Ciò permetterà all’Università di Pisa di partecipare, unica istituzione pubblica italiana finora registrata, alla giornata mondiale dell’IPv6 che si terrà il prossimo 8 giugno, durante la quale i partecipanti garantiranno la raggiungibilità dei propri siti web istituzionali via IPv6. L’Ateneo di Pisa, insieme a multinazionali quali Google, Facebook, Yahoo! e YouTube, è stata accreditata come “Network operator”, avendo attivato sulla sua rete dati il protocollo di trasporto IPv6, e come “Website owner”, avendo reso raggiungibile in IPv6 il proprio sito www.unipi.it.

Larosa GruppoSarà Francesca Larosa, studentessa del secondo anno di Economia e commercio all’Università di Pisa, a rappresentare l’Italia come ministro dello sviluppo ai prossimi G8/G20 Youth Summits, che si terranno a Parigi dal 29 maggio al 3 giugno 2011.

Il preside di Economia, Dianora Poletti, e il prorettore per gli Studenti, Rosalba Tognetti, hanno voluto incontrare la ragazza, lunedì 23 maggio, per esprimerle il pieno supporto da parte della facoltà e dell’Ateneo pisano. All’incontro sono intervenuti anche il professor Riccardo Cambini, presidente del corso di laurea in Economia e commercio, e il professor Davide Fiaschi, che sta collaborando con la studentessa alla stesura di un paper da portare in Francia.

Francesca Larosa, che ha venti anni ed è originaria di La Spezia, è stata selezionata tra diverse centinaia di candidati e farà parte della delegazione italiana con altri sette giovani ministri, tutti provenienti dalle università romane.

Nelle scorse settimane ha già iniziato a lavorare insieme ai colleghi stranieri per decidere l’agenda delle riunioni, delineare le posizioni di partenza dei diversi Paesi partecipanti e scrivere un documento che descrivesse il punto di vista nazionale sulle questioni in discussione.

Una volta a Parigi, avrà il compito di sviluppare la collaborazione internazionale, cercando di raggiungere un approccio condiviso su tre tematiche fondamentali: la food security, con particolare riferimento ai prezzi del cibo e alla volatilità che li caratterizza, costringendo molti popoli a soffrire la fame; la creazione di nuove forme di sviluppo che possano inserirsi con successo nel contesto internazionale e che si configurino come più remunerative; la questione delle emergenze, soprattutto in relazione agli aspetti di prevenzione.

I G8/G20 Youth Summits, che si svolgeranno nell’Università ESCP Europe, hanno ottenuto il supporto ufficiale della presidenza francese e sono stati riconosciuti come unici eventi ufficiali paralleli ai vertici del G8 e del G20.

Quest’anno saranno dedicati al tema della “Transizione globale verso un mondo multilaterale e sostenibile”. I delegati avranno il compito di stendere un testo finale, che sarà consegnato alla presidenza del G8 e G20 e ai governi nazionali e che rispecchierà la posizione dei giovani nel mondo.

Nicoletta De Francesco, Enrica Salvatori, Claudio BenedettiL'Università di Pisa lancia il proprio sito iTunes U con libero accesso a un ampio materiale didattico audio e video riguardante lezioni, conferenze pubbliche, presentazioni e squarci di vita universitaria. L'Ateneo pisano è la prima università toscana e una delle prime in Italia ad aprirsi uno spazio in iTunes U, il portale della Apple dedicato al mondo della ricerca e dell'istruzione universitaria. L’iniziativa è stata presentata al Rettorato di Pisa, giovedì 13 gennaio 2011, dal prorettore vicario, professoressa Nicoletta De Francesco, e dalla professoressa Enrica Salvatori, responsabile per l’Ateneo del progetto iTunes U.

Il progetto favorisce l'apprendimento a distanza, consentendo un facile e continuo accesso al materiale didattico, tra cui lezioni audio-video per gli studenti, conferenze pubbliche e prodotti relativi a progetti di ricerca dei dipartimenti.

"L'Università di Pisa, fondata nel 1343, è una delle più antiche e prestigiose d'Italia, tradizionalmente all'avanguardia nel settore delle nuove tecnologie - ha dichiarato il rettore Massimo Mario Augello - e questo progetto è un ulteriore esempio di unione tra tradizione e innovazione".

Nel presentare l'iniziativa dell'Università di Pisa su iTunes U, il prorettore vicario Nicoletta De Francesco ha dichiarato: "Con questo sito l'Università fornisce agli studenti un ulteriore strumento di apprendimento e contemporaneamente riesce a raggiungere un pubblico vasto e vario - studenti potenziali, staff e cittadini in genere - perché chiunque abbia desiderio di apprendere deve avere la possibilità di migliorare le proprie conoscenze".
Per l'occasione del lancio su iTunes U, il sito dell'Università di Pisa è stato popolato con oltre 150 file, provenienti da facoltà scientifiche e umanistiche; un settore importante è coperto da materiali riguardanti il vasto patrimonio museale legato all'Ateneo; altri materiali saranno poi aggiunti su base mensile. Tra i podcast didattici si trovano per ora corsi di storia e di lingue e scorci video della vita universitaria, che delineano i profili e le esperienze degli studenti, oltre che audio-conferenze introduttive sulla scienza. Ognuno può scaricare gratuitamente questi file sul proprio computer e trasferirli, se lo desidera, su un dispositivo mobile; in questo modo può usufruire di tali contenuti quando e dove si desidera,  a casa o nel corso degli spostamenti quotidiani.

Per Enrica Salvatori, responsabile del progetto iTunes U e membro del Centro Interdipartimentale di Servizi Informatici per l'Area Umanistica (CISIAU), "il podcasting, audio o video, è ormai diventato un potente strumento per la formazione permanente. Al CISIAU da anni cerchiamo di utilizzare al meglio le nuove tecnologie per favorire l'insegnamento, l'apprendimento e la ricerca. L'interfaccia di iTunes U consente la pubblicazione online di contenuti prodotti all'interno dell'Università in modo agile e sicuro al tempo stesso; inoltre, si integra bene con la piattaforma per l'e-learning ad accesso aperto che stiamo già utilizzando".
L'idea di avviare un sito pisano in iTunes U non nasce, infatti, dal nulla. Da tempo il CISIAU  offre agli studenti delle facoltà umanistiche la possibilità di accedere tramite il web ai materiali didattici, tra cui alcuni corsi offerti in forma di podcast. Recentemente il Centro ha dato anche vita a un Laboratorio di Cultura Digitale, che ha prodotto e preparato i materiali per il sito iTunes U dell'Università di Pisa.

Per raggiungere l'Università di Pisa su iTunes U nello spazio  iTunes Store ci si deve collegare all'indirizzo http://itunes.apple.com/gb/institution/id394222197

Un momento della presentazioneUn percorso, insieme formativo e pratico, che favorisca la diffusione dello spirito imprenditoriale tra i giovani studiosi e la valorizzazione commerciale delle idee innovative. È quanto l’Università di Pisa propone ai suoi dottorandi con “Phd plus. Il dottorato si fa strada”, prima iniziativa del genere in Italia e tra le più avanzate in campo europeo. Il progetto è stato presentato lunedì 31 gennaio 2011, nella Sala dei Mappamondi di Palazzo alla Giornata, dal rettore Massimo Mario Augello; dal prorettore vicario, Nicoletta De Francesco; dal prorettore per la Ricerca applicata e l’innovazione, Paolo Ferragina; dal direttore amministrativo, Riccardo Grasso; dai dirigenti Elena Perini e Mauro Bellandi.
I percorsi formativi, che inizieranno il prossimo aprile per concludersi a novembre, saranno rivolti ai dottorandi, saranno extra-curriculari e facoltativi, e potranno prevedere una preselezione in ingresso. Si baseranno su una serie di seminari tenuti da prestigiosi speaker nazionali e internazionali, oltre che sulla redazione di un progetto imprenditoriale che potrà interessare la creazione di una azienda spin-off, la brevettazione di un’idea o la sua industrializzazione, la creazione di servizi.
L’iniziativa avrà tre obiettivi principali. Innanzitutto, quello di trasmettere ai dottorandi delle competenze di base per la definizione e la realizzazione di progetti di ricerca applicata o industriale, stimolando così le loro capacità imprenditoriali, come auspicato dall’Unione Europea nell’ambito della Strategia Europa 2020 e dalla Regione Toscana nella sua recente proposta per la “riqualificazione della spesa per la ricerca”. In secondo luogo, quello di favorire la creazione di nuove imprese ad alto contenuto di innovazione tecnologica, attraverso la valorizzazione commerciale delle idee nate durante gli anni del dottorato. Infine, quello di creare una rete di relazioni per far conoscere al mondo industriale e degli investitori, istituzionali e non, alcune delle ricerche più promettenti condotte dai giovani studiosi dell’Ateneo pisano. Ciò consentirà di potenziare le sinergie accademia-industria e di facilitare la collocazione lavorativa in ambito industriale dei giovani dottori di ricerca.
I percorsi si svolgeranno in quattro fasi. La prima sarà di carattere motivazionale e comprenderà la presentazione di varie esperienze di start-up di successo. Al termine sarà richiesto agli allievi di descrivere un’idea da valorizzare, sulla quale si concentrerà il loro percorso successivo. La seconda mirerà a trasmettere le competenze imprenditoriali di base, fornendo informazioni sulla protezione della proprietà intellettuale, sulle forme di impresa, sulla gestione di un gruppo di lavoro, sul business planning, sulla comunicazione dei risultati, sul fund raising, sul rapporto tra territorio e imprese, con specifica attenzione al ruolo dei Poli e Incubatori tecnologici. Alla fine di questo percorso, grazie alle competenze acquisite, ogni allievo o team potrà proporre un progetto di impresa, brevettazione o industrializzazione di un prodotto, o di creazione di servizi. Le idee più interessanti saranno selezionate e procederanno oltre.
Durante la terza fase, i dottorandi saranno supportati nella definizione del loro progetto, attraverso attività di coaching. L’ultima fase porterà alla valutazione delle proposte da parte di una commissione che ne giudicherà gli aspetti di originalità e innovatività, ma soprattutto le loro potenziali ricadute imprenditoriali. Nella commissione ci saranno rappresentanti dei Poli tecnologici e incubatori toscani, di Confindustria, dello European Patent office, dell’investitore americano bcap.bzip, di banche e fondi istituzionali e non, quali i maggiori Business Angel e Venture Capitalist italiani. I progetti ritenuti meritevoli riceveranno un premio composto da una quota in denaro e da una serie di benefit per valorizzare le idee vincitrici. Il tutto si svolgerà con il patrocinio della Camera di Commercio di Pisa. L’Università sta anche cercando altri partner, istituzionali e non, che possano sostenere e far crescere l’iniziativa.

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