Contenuto principale della pagina Menu di navigazione Modulo di ricerca su uniPi

Insetti edibili: che ne pensano i pisani?

I risultati di una indagine esplorativa realizzata dei ricercatori del dipartimento di Scienze Veterinarie

  • Condividi l'articolo su Facebook
  • Condividi su Twitter
  • Condividi su Google Plus

Che ne pensano i pisani degli insetti edibili, li hanno mai mangiati, li proverebbero? Alcune (anche inaspettate) indicazioni in merito arrivano da una indagine esplorativa condotta da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa svolta in occasione di “Bright 2019: Notte dei Ricercatori in Toscana”, la manifestazione che si è svolta in città lo scorso settembre.

“I cittadini che hanno accettato di rispondere sono stati quasi un centinaio, segnale questo di una certa curiosità sul tema – racconta il dottore Simone Mancini ricercatore dell’Ateneo pisano – non a caso negli ultimi anni nei paesi occidentali c’è un interesse crescente verso l’entomofagia, cioè il consumo di insetti da parte dell'uomo. Tuttavia, rimane ancora da capire se e fino a che punto i consumatori sono disposti ad accettare gli insetti nella propria alimentazione”.

 

insetti_inside.jpg



Per quanto riguarda l’indagine condotta a Pisa, è emerso che circa il 17% degli intervistati ha già assaggiato insetti in precedenza, e quasi metà del campione si è dichiarato disposto ad assaggiarli in futuro nonostante che il 66% provino disgusto all’idea di mangiarli. In generale poi gli uomini sembrano più propensi a sperimentare questo nuovo cibo.

“Considerando comunque il numero limitato dei soggetti l’interpretazione dell'indagine non deve essere generalizzata e ma considerata come una prima ricognizione. – sottolinea la dottoressa Roberta Moruzzo ricercatrice dell’Università di Pisa – la raccolta dei dati si inserisce infatti in una serie di progetti ad ampio spettro che mirano a valutare questi "novel food" attraverso diversi punti di vista, tra cui le caratteristiche nutrizionali, l'impatto ambientale e naturalmente l'accettabilità dei prodotti da parte dei consumatori”.

  •  
  • 22 novembre 2019

Questo sito utilizza solo cookie tecnici, propri e di terze parti, per il corretto funzionamento delle pagine web e per il miglioramento dei servizi. Se vuoi saperne di più, consulta l'informativa