Lunedì 9 marzo, alle ore 16.00, presso l’Aula G2 del Polo Guidotti (Via Trieste 40, Pisa), Nicol Maria Mocchi (Università degli Studi di Salerno) tiene un seminario a partire dal suo volume “Cronache di un transfuga. Marino Marini in Svizzera negli anni di guerra“ (Electa, Milano 2024).
Il seminario si svolge nell’ambito del ciclo “Opere, artisti e problemi di arte contemporanea”, del corso di Storia dell’arte contemporanea della laurea magistrale in Storia dell’Arte.
Quarta di copertina
Il libro ricostruisce il periodo trascorso da Marino Marini in Svizzera tra il 1943 e il 1946: tre anni cruciali, che determinarono un profondo cambiamento personale e l’evoluzione della sua opera verso un nuovo espressionismo plastico, in dialogo con le più avanzate ricerche figurative a lui contemporanee. Sulle orme degli studi su questo periodo di Marini, e avvalendosi di un materiale documentario in gran parte inedito, l’autrice esamina le molteplici ragioni che concorsero a originare l’immagine del “nuovo Marino”, più spirituale, progressista e sensibile alle istanze delle contemporaneità.
Come visse Marini gli anni del soggiorno svizzero, calato in un contesto sociale e culturale così dissimile dal suo, e in una situazione economicamente difficile? Quanto influì l’ambiente antifascista della Svizzera sulla sua sensibilità d’artista e sul suo orientamento politico, allora in parte compromesso con i consensi e riconoscimenti ottenuti dal fascismo? Come venne accolta e giudicata la sua opera nel panorama artistico culturale svizzero, caratterizzato da un dominante eclettismo e da una pluralità di linguaggi diversi? Quali le relazioni riscontrabili con i successivi sviluppi creativi dopo il suo ritorno in patria?
Sono alcuni degli interrogativi affrontati in questo libro, che ci consente di allargare lo sguardo ben oltre le vicende umane e artistiche di Marini.