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Percorso: Home Page / Ricerca / Tutela animali utilizzati a fini sperimentali / Coordinamento Nazionale dei Comitati

Tutela animali utilizzati a fini sperimentali

Funzioni utili

Coordinamento Nazionale dei Comitati

I Comitati locali e l'esigenza di coordinamento

Il Coordinamento degli Atenei per la sperimentazione animale, nasce dall' esigenza, condivisa dai Comitati universitari che risultano attivi sul territorio nazionale, di realizzare un'azione comune volta ad uniformare, quanto più possibile, la struttura e l'attività di tali organismi.
Il percorso per arrivare a questa risoluzione è iniziato nel giugno 2002, in occasione del convegno nazionale sull'Etica della sperimentazione animale, promosso dal Comitato di Pisa, e tenutosi a Pisa, nel corso del quale sono state affrontate e dibattute problematiche comuni.
Alla giornata, parteciparono anche funzionari del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità dai quali nacque la proposta di promuovere un'attività comune dei Comitati, attraverso la programmazione di una serie di incontri e la definizione di una linea di attività. L'iniziativa fu recepita dai partecipanti ed il Comitato di Pisa si dichiarò disponibile ad intraprendere una preventiva, indispensabile attività ricognitiva, diretta ad organizzare il primo incontro collegiale di raffronto tra i comitati già costituiti ed operanti nelle rispettive sedi, incontro che di fatto si è tenuto presso la nostra Università, il 4 dicembre del 2002, coordinato dal Prof. Rodolfo Lorenzini dell'Istituto superiore di Sanità.
Alla riunione prese parte una considerevole rappresentanza di atenei interessati alla materia: oltre a Pisa, Trieste, Padova, Parma, Chieti, Bologna, Ancona, Pavia, Firenze, Verona, Roma Cattolica, Sassari, Ferrara, e Insubria.

Lo scopo di tale incontro è stato quello di tastare, in prima istanza, la possibilità di individuare una linea operativa comune, per ciò che concerne l'attività di controllo, vigilanza e sorveglianza dell'attività sperimentale che avviene all'interno degli atenei stessi, con particolare riferimento alla individuazione di strutture formalmente costituite, che operino nell'ambito di una procedura operativa di qualità comunemente e collegialmente individuata e definita.
Da un primo raffronto tra le diverse situazione locali è emersa una evidente disomogeneità, ed i relativi rappresentanti hanno espresso posizioni culturalmente diversificate anche in relazione alle attività già in essere ed all'entità del lavoro svolto.
È risultato che alcuni di essi si occupano principalmente di una valutazione scientifica e metodologica dei protocolli sperimentali, altri hanno codificato i Comitati interni d'uso, alcuni si avvalgono di veterinari consulenti, altri ancora non hanno alcunché di codificato.
Tutti i partecipanti manifestarono perciò l'interesse a sviluppare ulteriormente tale azione comune volta alla ricerca di obiettivi in cui tutti possono riconoscersi, non solo sul piano culturale, ma anche sul piano operativo, in modo tale da aggregarsi ad un progetto che abbia basi reali.
Il gruppo concordò quindi sulla necessità di programmare altri incontri, eleggendo l'Ateneo di Pisa, come punto di riferimento per lo sviluppo dell'attività del coordinamento.
Il lavoro è andato così avanti, un secondo incontro collegiale si è tenuto il 19 febbraio del 2003 e nel corso di esso sono state ulteriormente approfondite e dibattute le tematiche di maggior interesse.
Al termine di questo secondo incontro, l'assemblea ha designato nel suo seno, una commissione ristretta con il compito di riferire sull'attuale situazione strutturale ed operativa dei comitati universitari che risultano attivi del territorio nazionale e formulare proposte per la loro omogeneizzazione.
Il Comitato di Pisa ha così proceduto ad effettuare un'indagine conoscitiva tramite l'invio di un apposito questionario di cui sono tornati, debitamente compilati n. 13 esemplari.
La Commissione ristretta si è dunque riunita il giorno 23 maggio 2003, presso questa sede per elaborare i dati raccolti e formulare un documento da sottoporre all'approvazione di questa assemblea. Alla riunione hanno partecipato, come prestabilito, i rappresentanti dei Comitati di Ferrara, Padova, Perugia Pisa, Roma Cattolica e Verona.

Dalla ricapitolazione dei dati forniti dai 13 Comitati funzionanti sul territorio nazionale, è risultata la seguente situazione:

Dai dati pervenuti si evince che: dei 13 comitati attivi, 7 sono costituiti da soli membri universitari (Ancona, Bari, Bologna, Ferrara, Firenze, Parma, Pisa) e rappresentano pertanto organismi propriamente accademici, mentre 6 comprendono anche membri non universitari di diversa competenza e Cattolica). Da segnalare, per inciso, che in alcuni casi l'organismo si configura come una sottocommissione del Comitato etico locale per la sperimentazione clinica (Chieti, Siena, Perugia, Roma Cattolica).

Le competenze , riferite al controllo dell'applicazione, da parte degli stabilimenti utilizzatori e di allevamento, delle norme legislative vigenti (D.lgs.vo 116\92), sono variamente ripartite tra i 13 comitati esistenti ed esercitate nella seguente proporzione:

Incontro conclusivo e ratifica del documento finale

È in programma a breve termine l'incontro collegiale conclusivo, nel corso del quale sarà sottoposto ad approvazione finale il documento che stabilirà le linee guida dell'attività dei Comitati, al fine di conferire ai medesimi la necessaria omogeneità costitutiva ed operativa. Il testo, dovrà poi ricevere la ratifica finale da parte dell'Istituto superiore di Sanità, e la formale approvazione della CRUI, tramite il suo Presidente, Prof. Piero Tosi, (che opportunamente informato dell'iniziativa, aveva già espresso, durante i lavori del Coordinamento, il suo consenso di massima).
Esso costituirà pertanto il documento ufficiale del raggiunto coordinamento strutturale ed operativo dei Comitati attivi sul territorio nazionale.

Ultimo aggiornamento documento: 26-Jul-2006

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