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Nella prima parte dell’anno accademico 2007/2008 l’Università di Pisa ha trasformato secondo il DM 270 una parte della sua offerta didattica. In particolare hanno trasformato i corsi di studio le Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali (parte del primo livello), Lingue e Letterature Straniere (primo e secondo livello) e Ingegneria (primo livello). I corsi sono stati riformati tenendo conto del nuovo Regolamento Didattico di Ateneo che specifica le linee guida per la definizione della nuova offerta didattica. Le principali caratteristiche della riforma dei corsi sono riportate nel seguito.
Negli ultimi mesi nel 2008 è stato portato avanti il processo di riforma della quasi totalità delle lauree triennali e a ciclo unico, e di molte lauree magistrali, che saranno attivate a partire dall’a.a. 2009/2010, mentre la riforma sarà completata per l’a.a. 2010/2011, soprattutto per quanto riguarda le lauree magistrali. Il senato accademico, in fase di approvazione dei nuovi corsi, valuterà la loro sostenibilità in termini di requisiti necessari di docenza, anche alla luce della diminuzione del numero di docenti che si verificherà nei prossimi anni, come conseguenza dei recenti decreti ministeriali. Ad ogni facoltà infatti è stato chiesto di presentare il progetto complessivo dei corsi di studio che intende offrire a regime, insieme alla dimostrazione della sua sostenibilità nel tempo in termini di docenza. Come conseguenza della riforma dei corsi di studio ci si aspetta una riduzione intorno al 20% del numero complessivo di corsi di studio e degli insegnamenti. La riduzione sarà ottenuta unificando il più possibile i percorsi didattici mediante il potenziamento delle sinergie fra competenze disciplinari diverse, con un’opera di razionalizzazione dell’offerta e di distribuzione oculata dei carichi didattici dei docenti.
Sono state approvate dal senato accademico le linee guida per la definizione dell’impegno didattico dei docenti, che hanno lo scopo di un più razionale impiego del corpo docente nelle attività didattiche. Vengono definiti i compiti didattici dei docenti, che comprendono anche le attività svolte all’interno dei corsi di dottorato e specializzazione, anche se l’impegno prioritario dei docenti deve essere quello dovuto nei corsi di laurea e laurea magistrale. Le linee guida impegnano i professori a svolgere attività di didattica frontale istituzionale fino a 120 ore annuali, mentre per i ricercatori è posto un limite massimo di 90 ore. L’attribuzione dei compiti didattici ai docenti deve essere definita in modo da ottenere una loro piena utilizzazione, compensando un impegno minore in alcune attività con un impegno maggiore in altre e favorendo la concertazione fra strutture didattico/scientifiche diverse per la copertura degli insegnamenti, in modo da ridurre al massimo l’utilizzo di docenza esterna.
Nel 2008 è entrato in vigore anche il nuovo regolamento per i master universitari dell’Università di Pisa. Il regolamento ribadisce il carattere fortemente professionalizzante dei master e quindi la netta distinzione fra la didattica svolta al loro interno e quella svolta nei corsi di studio, con conseguente impossibilità di riconoscimento nei corsi di studio dei crediti acquisiti nei master se non in piccolissima parte. Viene anche attribuita una maggiore attenzione alla valutazione da parte del senato accademico della progetto didattico dei master e della loro sostenibilità in termini sia economici che di docenza.
E’ stato approvato dal senato accademico un nuovo regolamento per il tutorato che promuove un servizio da parte delle Facoltà con il fine di orientare ed assistere gli studenti, di renderli attivamente partecipi del processo formativo, di rimuovere, per quanto di competenza dell'istituzione universitaria, gli ostacoli ad una proficua frequenza dei corsi. Il regolamento prevede che tutti i docenti debbano essere impegnati in attività di tutorato e che il numero di tutor per corso di studio corrisponda ai requisiti qualificanti e di trasparenza richiesti dal ministero ai corsi di studio.
L’Università ha presentato un progetto alla Regione Toscana per l’anno accademico 2007/2008 sui finanziamenti regionali a valere sul Fondo Sociale Europeo. Il progetto ha finanziato, per un totale di circa 730.000 euro, attività di stage, tirocinio, viaggi di istruzione degli studenti ed attività di mobilità per i dottorandi. Il progetto ha coinvolto circa 80 dottorandi che hanno potuto svolgere attività di ricerca all’estero e in centri di eccellenza del territorio nazionale e circa 500 studenti che hanno visto rimborsate buona parte delle spese sostenute per lo svolgimento di tirocini e stage in Italia e all’estero. Non meno rilevanti sono state le visite didattiche e le escursioni organizzate, finanziate dal progetto, che hanno consentito un reale momento di orientamento in uscita e di confronto diretto con il mondo del lavoro per gli studenti.
Grazie all’esperienza del progetto FSE dell’a.a. 2007/2008, e correggendo alcune criticità per lo più tecnico-burocratiche riscontrate nella sua gestione, l’Università nell’anno 2008 ha presentato un nuovo progetto alla Regione Toscana per l’anno accademico 2008/2009, che è stato finanziato per un totale di 1.350.000 euro. Il progetto finanzia 20 borse di dottorato di ricerca (2009-2011) ed eroga un sostegno economico per lo svolgimento di tirocini e stage di studenti e di neo-laureati, un contributo per l’organizzazione di visite didattiche, escursioni ed esercitazioni fuori sede e infine supporta gli studenti iscritti ai Percorsi di Eccellenza. I beneficiari del progetto saranno circa 500 tra studenti e dottorandi. Tutte le attività previste dal progetto sono mirate a favorire l’orientamento in uscita degli studenti e dei giovani laureati, nell’ottica di una sempre più stretta relazione tra il sistema dell’alta formazione e il mondo del lavoro.
Ultimo aggiornamento documento: 24-Feb-2009