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Studenti di informatica inventano “Phratris”, un gioco per insegnare il linguaggio ai computer
Con questo progetto i giovani programmatori del corso in “Laboratorio orientato alle applicazioni” si sono classificati primi al concorso “INSEMTIVES Idea Challenge 2010”

Il gruppo di lavoro di PhtatrisHanno sviluppato l’applicazione in aula, ideando l’architettura dell’intero progetto e lavorando in piccoli gruppi sotto la guida dal loro professore Giuseppe Attardi: quattordici studenti del corso in “Laboratorio orientato alle applicazioni”, della laurea specialistica, in “Tecnologie informatiche” hanno realizzato un gioco capace di far apprendere e far riconoscere ai computer la struttura logica del linguaggio. Con questo progetto, battezzato “Phratris”, la squadra di giovani informatici dell’Università di Pisa si è classificata al primo posto a “INSEMTIVES Idea Challenge 2010”, una competizione internazionale che alcune settimane fa, a Creta, ha premiato l’idea più originale per lanciare un gioco semantico. 

Basato sul tradizionale Tetris, in “Phratris”, al posto dei mattoncini, cadono dall’alto parole che gli utenti hanno il compito di sistemare in frasi di senso logico: tramite questa “interazione giocosa”, il computer raccoglie le informazioni fornite dai giocatori, ricostruendo l’albero sintattico che descrive le relazioni tra i termini del linguaggio. “Le tecniche tradizionali di programmazione dei computer, basate su approcci algoritmici rigidi e predeterminati, non consentono di riuscire a capire il linguaggio naturale, nelle sue svariate e imprevedibili costruzioni”, spiega Attardi. “Con “Phratris” i miei studenti sono riusciti a creare un programma di apprendimento automatico che permette ai computer di assimilare conoscenze linguistiche che i giocatori stessi forniscono in modo implicito mostrando come loro compongono le frasi”. 

L’applicazione, scaricabile dal sito http://galoap.codeplex.com/, rientra nei “game with a purpose”, i giochi che sfruttano l'intelligenza umana per ricavare conoscenze divertendosi: “Il concetto è simile a quello del “web collaborativo”, lo stesso su cui si basa Wikipedia, in cui sono gli utenti stessi a inserire le informazioni che vanno a costruire l’enciclopedia virtuale”, continua Attardi. “Nel caso di “Phratris”, i giocatori non lo fanno per soddisfazione personale, ma per puro divertimento, aiutando nel contempo i computer a superare quei limiti oltre i quali finora le tecnologie più avanzate non riuscivano ad arrivare”. 

Ultimo aggionamento documento: 05-Jul-2010

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